Disturbi della sessualità maschile nei giovani

XX SECOLO MUTA…MENTI: Sociali, Economici, Scientifici e Culturali.

Il XX secolo è stato senza dubbio un periodo di svolta fondamentale per i mutamenti sociali, economici, scientifici e culturali che hanno indotto altrettanti cambiamenti importanti sul nostro modo di vivere e sui nostri costumi. Era inevitabile comunque che tali innovazioni non avessero influenze importanti anche nelle giovani generazioni e che non avessero un impatto determinante anche sulle modalità di concepire alcuni valori che, per molto tempo, erano stati sempre considerati un punto di riferimento per regolare le nostre scelte ed il nostro modo di vivere. Noi purtroppo non ce ne siamo accorti e forse ancora oggi ce ne rendiamo poco conto ma sono stati soprattutto proprio quei valori a subire le più grandi influenze in negativo e che hanno definitivamente perso quel senso di “ solennità” che li aveva sempre, fino ad oggi, resi inviolabili. Ma la cosa più importante che è sfuggita alla nostra attenzione ed alla nostra capacità analitica è stata proprio l’incapacità di valutare quali profondi sovvertimenti si potessero verificare in una generazione in continuo stato di evoluzione e capace di assorbire appieno sia le precarietà che le insicurezze delle generazioni precedenti. La debole proiezione nel presente e soprattutto la sensazione di incertezza del futuro,la sempre maggiore convinzione di riscatto sociale soltanto attraverso il rischio personale, la caduta di modelli e di valori assoluti di riferimento, il concetto sempre più diffuso di una moralità duttile e plasmabile, la reversibilità e la scarsa ponderabilità delle scelte, la rinuncia all’assunzione di responsabilità, la carente fiducia negli altri  hanno contribuito alla crescita di nuovi orientamenti valoriali che tendono sempre più a privilegiare la dimensione della vita direttamente connessa con la aree relative alla “ socialità più ristretta”  che riguardano sia la sfera delle relazioni private che di quelle sentimentali.

A tutto ciò dobbiamo aggiungere l’enorme valore che può avere sui nostri giovani, come del resto è stato anche per tutti noi, l’esperienza del “ vissuto” con tutti i suoi lati negativi e positivi che contribuisce alla maturazione ed all’educazione culturale dell’adulto.

Il periodo molto particolare e delicato, qual è quello della pubertà, costituisce una sorta di “ tabula rasa” in cui tutto viene registrato a caratteri indelebili che influiranno inevitabilmente sui comportamenti futuri. Quindi le esperienze dell’infanzia risulteranno fondamentali non soltanto per il comportamento relativo alla vita di relazione ma anche e soprattutto per quella sentimentale. Tutte le imposizioni educazionali e religiose, le frustrazioni, tutte le privazioni di carattere affettivo, tutti i soprusi ( in particolare quelli di tipo sessuale ), tutte le vessazioni sia fisiche che psicologiche potranno quindi riemergere con forza violenta soprattutto durante l’intimità della coppia dando origine a disfunzioni sessuali, a difficoltà di dialogo tra i due Partners e al sorgere delle così dette cause “diadiche “ di coppia.

L’età evolutiva è per definizione il tempo della trasformazione, il tempo in cui la specie accetta la sfida che la mente organizza nei riguardi della realtà. La sfida consiste nella scelta di una organizzazione sempre rinnovata per costruire l’umanità. E’ una scelta nel sociale che ha deciso di rinnovare un’umanità in continua tensione e quindi in un equilibrio instabile.Da sempre l’adolescenza consiste in un totale cambiamento del corpo ed in una vera e propria privazione di ciò che ormai era dato come noto e scontato, ma nel momento in cui il processo di mutazione si prolunga nel tempo e viene fatto oggetto di attenzione sociale scaturiscono tutte le ambiguità, tutte le problematiche individuali e relazionali ad essa conseguenti.  familiari, genitori in primis, sembrano perdere improvvisamente di importanza, non sono più figure fondamentali di riferimento, e spesso non vengono nemmeno sostituite da altre immagini presenti nel sociale, i coetanei infatti sono fonte di attrazione e di paura al tempo stesso, gli stessi luoghi che abitualmente sono stati sempre frequentati diventano motivo di approfondimenti identitari che nascono direttamente dal confronto di “se stessi” con gli altri e sono i fautori dell’eterno dilemma delle differenze tra “ il proprio io interiore” e l’immagine esteriore di se.

Ed è proprio da questo confronto, a volte troppo diretto e violento, che nasce la consapevolezza della propria diversità dagli altri che addirittura potrebbe essere motivo di discriminazione e segnalazione come elemento “ negativo e degno di isolamento” da parte degli altri. Ne scaturisce una introspezione lenta, maturata nel tempo che induce la nostra psiche ad una serie di reazioni comportamentali differenti: quella timida e remissiva che rende l’individuo inibito, sottomesso e facile vittima degli abusi altrui, quella ardita, disinvolta che lo mostra invece come persona disinibita, estroversa che maschera con la loquacità le proprie debolezze interiori , quella aggressiva e prepotente che induce alla violenza ed alla brutalità molto spesso causa del fenomeno del bullismo.

E’ comunque certo che l’AMORE costituisce ancora per i giovani una priorità valoriale di fondamentale importanza tanto che per quelli di età compresa tra 16 e 29 anni “ l’essere innamorati” è l’unico elemento cardine in grado di qualificare la vita come “soddisfacente”.

La giovinezza d’altra parte è anche quella fase particolare della vita in cui assume una particolare rilevanza proprio la sperimentazione di tipo relazione ed affettivo che poi sono gli elementi fondamentali su cui si basa anche la strutturazione dell’identità di genere. Le prime esperienze amorose sono, in genere caratterizzate da spazi temporali molto circoscritti proprio perché sono strettamente legate alla ricerca identitaria che è tipica di questo periodo della vita.

Durante la fase di innamoramento e delle prime avventure sentimentali l’esigenza inconscia è soprattutto quella di una affermazione sociale di un “se” ancora non completamente maturo ed anche la ricerca della propria convinzione ed interpretazione della vera identità di genere cui si appartiene.

Esiste comunque una notevole differenza di tipo concettuale che distingue i comportamenti esperienziali tra le giovani ed i maschi, quest’ultimi infatti sono tendenzialmente più disincantati mentre le loro coetanee sembrerebbero essere molto più legate a stereotipi concettuali più tradizionali in cui il canone di apprezzamento della propria reputazione costituisce ancora un elemento guida nella dinamica delle prime relazioni sentimentali.                                                     In linea generale infatti è possibile affermare che la maggior parte delle ragazze ritiene che il momento giusto per avere un rapporto sessuale è quando si è veramente innamorati ( 61,4 % dei casi, contro il 46,3% dei coetanei maschi ),soltanto una minoranza invece ritiene che qualunque momento vada bene ( 11,4% delle ragazze, 26,3% dei ragazzi ).                                                         Da quanto esposto risulterebbe una netta dicotomia di genere relativamente alla prima esperienza sessuale: le ragazze infatti sono assolutamente più coinvolte dal punto di vista affettivo e molto più caute nei confronti della sessualità, mentre i ragazzi sarebbero molto più liberi dai condizionamenti e dai pregiudizi della società. A questo si contrappone comunque una certa tendenza, che sembra essere in netta cresita, di giovani adolescenti che tendono alla trasgressione sfrenata proprio in merito alla sessualità: si pensi ai numerosi episodi di giovani adolescenti che offrono prestazioni sessuali in cambio di pochi Euro, di regali o addirittura di ricariche telefoniche, o di giovani adolescenti che prestano l’immagine del proprio corpo nudo in Internet per creare incontri a sfondo squisitamente sessuale. Ma ancor peggio, in un recente sondaggio effettuato tra giovani adolescenti si è potuto affermare che circa un quarto di questi sono dediti normalmente a far uso di alcol e sostanze stupefacenti durante le loro attività sessuali.                                                                 Secondo gli studi più recenti un adolescente su sei, all’età di 14 anni, ha già avuto rapporti sessuali e circa l’uno per cento all’età di undici anni! E questo è vero anche per le ragazze che hanno già avuto rapporti sessuali prima del menarca. Quindi si può affermare che la sessualità divide i nostri adolescenti in due gruppi contraddistinti da due modi di pensare nettamente differenti: Quelli che ritengono la “ verginità” come una sorta di valore aggiunto importante ( circa il 28% ) e quelli che invece pensano che avere un rapporto sessuale è soltanto un modo del tutto normale per adempiere agli imputs ed agli stereotipi che la società odierna “impone” come parte integrante di comportamenti e stile di vita moderni. Il periodo complicato dell’adolescenza, momento in cui si debbono affrontare problematiche importanti come il mutamento di alcuni tratti fisici del proprio corpo, la gestione delle prime pulsioni sessuali che vengono finalmente razionalizzate, il differente modo di rapportarsi con gli altri, l’assunzione di nuove responsabilità non soltanto scolastiche, la necessità di non tradire le aspettative relativamente all’identità di genere ( il maschio dovrebbe essere forte, razionale, protettivo, la femmina debole, sentimentale, vulnerabile), la strutturazione della identità sessuale sono elementi che determinano una particolare sensibilità nei confronti dei suggerimenti che provengono dai mass-media, dai coetanei, dalla scuola e soprattutto dal comportamento degli adulti che molto spesso vengono emulati per precorrere i tempi della propria maturità. Tutto questo, specialmente in tema di sessualità, si potrebbe tradurre in scelte affrettate           ( se tutti fanno così lo farò anch’io ), non ben ponderate ( se tutti fanno così è … permesso ), dettate dalla necessità/voglia/curiosità di provare esperienze nuove ed eccitanti ( se tutti fanno così, perché io debbo rimanere indietro e non farlo? ) che possano soprattutto dimostrare a se stessi di esserne all’altezza ( se tutti ci riescono perché non dovrei riuscirci anch’io? ), contribuendo così all’aumento del proprio senso di autostima. Ma, come spesso accade, il rischio in agguato è quello dell’insuccesso, della possibilità di poter essere redarguiti per incapacità/inesperienza o, ciò che è ancor peggio, essere addirittura derisi. Scrive U. Galimberti: “Spesso le strade dei giovani, più che giuste o sbagliate, sono strade “anonime”, scelte da una sorta di “si fa così”, senza davvero sapere se “così” è proprio la nostra scelta, il nostro stile, in cui davvero poterci riconoscere con il nostro nome”

Nell’immaginario comune collettivo vige ancora il preconcetto che all’uomo è permesso tutto: avere più Partners è spesso considerato un valore aggiunto e motivo di ammirazione, “fare sesso”   ( attenzione non “fare l’amore”, come eravamo soliti dire noi, in quanto tale modo di dire sottintende qualcosa molto più complesso che prevede, oltre al semplice congiungimento fisico, anche una sorta di comunione spirituale ), per il maschio è un bisogno fisiologico che assolutamente deve essere soddisfatto. Per la femmina non è proprio la stessa cosa , e qui sta la differenza fondamentale tra il modo di concepire il “fare sesso” ( idea tipicamente maschile ) che sottintende soltanto la necessità di avere un rapporto quasi esclusivamente fisico e mirato a soddisfare le proprie esigenze di coito, e il “ fare l’amore ( concezione tipicamente femminile ) che prevede soprattutto il congiungimento intellettual-spirituale, fatto di abbracci, coccole, condivisione di sentimento e sensazioni e che, soltanto come momento finale, concepisce l’atto fisico del coito.

Nel gergo comune si suole dire che “ l’uomo concede carezze per ottenere sesso, mentre la donna si concede sessualmente soprattutto per ottenere carezze! “ L’attività sessuale è sicuramente un elemento qualificante per il maschio e determinante per confermare la propria identità di genere, ancora non tanto per la femmina, per la quale, ancora oggi, potrebbe essere addirittura dequalificante in quanto rischia di essere considerata “ una poco di buono” ed è pertanto importante quanta attività sessuale si fa, come, dove, con chi. Questi sono i pregi che determinano ammirazione presso la gente e che permettono di conferire senza alcun dubbio l’appellativo di “Virile”.

In una società, come quella attuale che punta l’attenzione soprattutto sul concetto del “sembrare” piuttosto che su quello “dell’essere”, viene prepotentemente trasmesso il messaggio di dover a tutti i costi essere il numero uno, anche in fatto di sesso, ma questo tipo di stereotipo cela abbastanza spesso il rischio della così detta ansia da prestazione che prelude frequentemente allo scatenamento dell’inadeguatezza sessuale. Tutto ciò, soprattutto se vissuto in modo conflittuale, potrebbe scatenare problematiche psicologiche durature, tali da inficiare il futuro del giovane. Se infatti intendiamo la sessualità come manifestazione naturale che ci permette di entrare in contatto con gli altri e a mantenere rapporti interpersonali, è naturale conseguenza che colui che sarà stato poco bravo, dal punto di vista sessuale, si sentirà necessariamente poco adeguato nei rapporti di relazione familiare, sociale ed anche lavorativa. Nella società odierna inoltre assume sempre maggiore importanza l’aspetto emozionale ( soddisfazione delle proprie sensazioni ed emozioni ) a discapito di quello intellettual-spirituale ( preoccupazione della propria libertà di arbitrio e di scelta, imposizione della propria volontà e soprattutto appagamento dell’aspetto legato alla propria spiritualità).

 

 

WEB….MANI….A
Abbiamo, volutamente, voluto fare una discriminazione tra la “Webmania” e la “Pornografia” per due motivi fondamentali: Prima di tutto perché nella Webmania le fantasie sono le vere e proprie protagoniste che danno inizio,conducono e mantengono il gioco erotico, mentre nella pornografia sono oggetto di scatenamento da parte di visioni e sensazioni prodotte dalle immagini erotiche stesse. Il secondo motivo è perché l’uso della Pornografia tout court non è necessariamente e prettamente legata all’uso del Pc ma si può reperire anche in compact disc, giornali, libri ecc. Quest’ultima forma, tra l’altro, è molto più vecchia della precedente e, per potervi accedere, non richiede nemmeno una particolare abilità di carattere informatico anche se, soprattutto tra i giovani, riscuote maggior successo l’uso del Pc in quanto è garante di una spiccata tutela della privacy
Dai risultati di un’intervista su 1042 maschi e 1039 femmine, condotta dalla Società Italiana di Pediatria si evince che il 60% trascorre dalle 10 alle 11 ore al giorno seduti ( 3-4 ore delle quali davanti alla tv o ad un computer ) e fa sport soltanto due volte la settimana. Ben il 65% di questi possiede un telefonino che usa per navigare in Internet ( dove imperversa sempre di più la mania del cyber bullismo ). I giovani adolescenti sono anche nottambuli, infatti più del 50% va a letto dopo le 23 e passano la serata davanti alla tv o navigando in Interrnet. Il primo amore si manifesta verso i 13 anni e la maggior parte di essi ritiene che non esiste un’età precisa per avere le prime esperienze sessuali e che lo si può fare quando ci si sente pronti.                                                                  Il termine “sex” è tra i più digitati tra i frequentatori assidui di Internet e tra questi circa il 60% è alla ricerca di argomenti inerenti il sesso. Il sesso virtuale riguarda tutto ciò che permette di parlare o praticare “ sesso” senza però un vero e proprio contatto corporeo: chat, social network, siti appositi. Il vero e proprio pericolo comunque è quello di isolarsi ed essere soddisfatti a tal punto, da questo modo di praticare il sesso, da poter sostituire definitivamente la reale attività sessuale. Da alcuni studi scientifici risulterebbe che il frequentatore “tipo” del Cybersex sarebbe di sesso maschile, di età compresa da 18 a 35 anni, in genere eterosessuale e sposato, che trascorre fino a circa 35 ore alla settimana a cercare nuove sensazioni trasgressive, a fare giochi erotici nuovi e soprattutto nuovi incontri che si concretizzano, molto spesso, in veri e propri rapporti sessuali. Insomma Internet è diventato un nuovo modo per evadere dalla routine giornaliera, dalla monotonia quotidiana, per trasgredire gli schemi classici della “dimensione perbenista “, per esprimersi liberamente dal momento che questa nuova realtà garantisce anonimato e discrezione.                               Il cyber sex permette, attraverso l’uso di adeguati strumenti telematici, di avere dei rapporti sessuali esprimendo le proprie azioni, sensazioni, fantasie sessuali ad un altro partner anche a notevole distanza, garantendo così un’autentica continuità di sessualità di coppia. Esistono comunque varie modalità di cuybersex: invio di messaggi a contenuto esplicitamente erotico, per email, in forma differita oppure in tempo reale, uso di chat che consentano scambio di fantasie / desideri erotici, oppure nelle forme più evolute per mezzo di webcam. L’uso continuo e spasmodico di Internet indica uno stato di disagio vissuto e dal quale si sta cercando di evadere nella ricerca di un rifugio efficace dalle difficoltà del mondo reale. Tutto ciò è soprattutto vero nel caso dei giovani che oltre ad avere una prospettiva incerta nel futuro cercano una via di evasione dalle minacce della quotidianità, dalla noia, dalla solitudine e dallo sconforto emotivo e, nel caso del Cybersex, vi è anche un vero e proprio tentativo di fuga dalla paura della propria carenza sessuale, dal timore scatenato dall’ansia della prestazione, dal sospetto delle proprie inadeguatezze anatomiche e da eventuali crisi di identità di genere. Il pericolo più grande è costituito però dal rischio dell’isolamento individuale che induce difficoltà relazioni soprattutto con l’altro sesso e dalla possibile dipendenza da Internet.                                                                                                                                Secondo la Dott.ssa Kimberly Young vi potrebbe essere una forma di dipendenza da sesso virtuale     ( dipendenza cibersessuale ) che comprende un eccessivo scaricamento ed utilizzo di materiale erotico/ pornografico ed il continuo accesso alle chat di argomento erotico che potrebbe accompagnarsi a masturbazione compulsiva.
La stessa scienziata prevede inoltre l’esistenza di un altro tipo di dipendenza da relazioni virtuali   ( dipendenza ciber-relazionale ) che si caratterizza da un elevato coinvolgimento personale nelle relazioni online tanto da poter intraprendere un adulterio virtuale, in quanto gli amici online assumono addirittura maggior importanza rispetto ai propri familiari. Tutto ciò induce la reale minaccia di una vera instabilità coniugale,familiare e rischia anche di creare serie difficoltà di vita di relazione extrafamiliare.                                                                                                                                Anche J J Block sostiene l’esistenza di una Internet Addiction e lo descrive come un disturbo di tipo convulsivo-impulsivo che presenta una sua sintomatologia tipica caratterizzata da desiderio irrefrenabile a connettersi ad Internet per scambiare pensieri, giocare, spedire e-mail, consultare siti porno. Quando tutto ciò non è possibile il soggetto mostra irritabilità, nervosismo, agitazione fino a che non manifesta una vera e propria depressione. Insomma vi verificano le stesse problematiche di una vera sindrome di astinenza.                                                                                                           In coloro che sono affetti da “Sex addition” ( da interpretare come “dipendenza sessuale” ed anche come “ Iperessualità”) si ha un completo ribaltamento del concetto di sessualità che non viene più considerata come momento intimo di comunicazione ed atto d’ intesa privilegiata in cui oltre ad una completa e complessa fusione, non solo fisica ma anche intellettual-spirituale, si ha uno scambio reciproco di sensazioni piacevoli che rendono la situazione veramente speciale ed unica.                             Il soggetto arriva invece ad intendere il sesso, in maniera del tutto ossessiva, come momento importante della propria soddisfazione/gratificazione finalizzando tutte le proprie aspettative soltanto alla ricerca del piacere sessuale. Si scatena così tutta una serie di attività sessuali che vanno dalla masturbazione convulsiva, alla promiscuità sessuale, al sesso a pagamento, alla ricerca di situazioni sempre più eccitanti in grado di offrire stimoli e sensazioni sempre più forti.                         Il sesso e la soddisfazione sessuale diventano insomma il fulcro fondamentale della vita della persona e si perde l’occasione unica ed irripetibile del contatto emotivo che ci offre il rapporto di relazione con le altre persone, momento predominante di crescita intellettuale e di benessere personale.
Tale tipo di dipendenza è molto simile alle altre forme, definite anche “dipendenze senza droga”, come il cibo, il lavoro ecc. e crea nell’individuo una sorta di sensazioni contrastanti caratterizzate, da una parte, dall’eccitazione e dall’euforia, derivanti dalle sensazioni di piacere e di gratificazione percepite, e dall’altra dall’ansia e dal senso di disagio conseguenti alla consapevolezza di non poter più essere in grado di gestire e controllare razionalmente questi tipi di comportamento.                                   Da studi effettuati in Pazienti affetti da “sex addiction” durante controlli con RMN cerebrale sotto “video sex stimulation” si è potuto constatare che le regioni cervello maggiormente attivate risulterebbero essere il nucleo ventrale striato, la parte dorsale anteriore del nucleo cingolato e l’amigdala.
La Prolattina svolge un’azione importante proprio a livello dei recettori situati nei centri dopaminergici ( centri nigrostriatali, mesolimbico corticali ed area preottica ) che sono deputati al controllo del comportamento sessuale e che sarebbero responsabili della riduzione del desiderio sessuale. La prolattina avrebbe quindi un’azione di feed-back negativo sul sistema nervoso centrale influenzando la frequenza dei rapporti sessuali e la durata del periodo refrattario del soggetto dopo il rapporto sessuale. Situazioni di Iperprolattinemia inducono quindi una netta riduzione della frequenza dei rapporti sessuali, calo della libido ed eventuale deficit erettile.
Nel caso del Paziente affetto da “dipendenza orgasmica” quindi si potrebbe ipotizzare un’alterazione di questo sistema di controllo da parte della prolattina sul sistema nervoso centrale. E’ inoltre fondamentale sottolineare che nei soggetti sani il rilascio di tale ormone sarebbe superiore dopo un rapporto sessuale rispetto a quello ottenuto in seguito a masturbazione. Ciò potrebbe spiegare non solo la ricerca ossessiva da parte di questi soggetti del rapporto sessuale con la propria Partner che viene riconosciuto come maggior fonte di gratificazione, soddisfazione e sazietà sessuale, ma anche la compulsività delle masturbazioni a causa della minore soddisfazione sessuale conseguente.    Ma negli ultimi anni un’altra moda, veramente pericolosa, è andata dilagando, sempre più , tra i nostri giovani adolescenti si tratta del così detto “ sexting”, neologismo che sta ad indicare l’invio, mediante il telefono cellulare o Internet, di messaggi espliciti a sfondo erotico/sessuale o di immagini inerenti al sesso. A volte costituiscono dei veri e propri atti di bullismo che tendono ad offendere o umiliare qualcuno, altre volte invece si tratta di una vera e consapevole diffusione di materiale pornografico. Sia il Cyberbullismo che il sexting appartengono ormai ad un modo di essere, ad una nuova tecnica per relazionarsi e soprattutto è una nuova metodica, in verità abbastanza raffinata, di sviluppare pratiche relative alla propria identità, di creare gruppi di appartenenza e di connessione che condividano le stesse tematiche.                                                  L’estremo pericolo è la diffusione, sempre insistente, di foto di giovani in abiti succinti, in pose provocanti, in atteggiamenti invitanti ed accattivanti che, oltre a dare dimostrazione di cattivo gusto, sono dei messaggi d’invito alla pornografia, all’incitamento, all’esibizionismo più disgustoso, alla diffusione del messaggio di un possibile modo di guadagnare denaro facilmente.                                                                              Di qui ad incitare alla prostituzione il passo è veramente molto breve, ed è questa una forma di prostituzione particolare perché queste giovani protagoniste del sesso a pagamento sono ragazze che hanno ben chiaro il significato di ciò che stanno facendo, non sono costrette da necessità impellenti ed inderogabili, ma lo fanno per loro libera scelta e per avere velocemente una indipendenza economica. Tra l’altro si tratta di un modo sicuro per guadagnare molto denaro, senza fatica e con estrema facilità!                                                                                                                          Una forma ancora non del tutto diffusa, ma comunque sempre in continua espansione, è quella che va sotto il nome di “ Loving more” , una sorta di movimento poliamoroso che raggruppa persone che vivono all’insegna dell’amore plurimo, che propagandano la possibilità di poter amare più di una persona contemporaneamente,con le quali costruire un rapporto alla pari che prevede anche la condivisione di appartamento, figli, amici, rapporti sessuali, pranzi e cene in comune.                                        E’ comunque fuori da ogni dubbio che, nonostante l’iniziale curiosità da parte soprattutto di coloro che si avvicinano per la prima volta ad esperienze sessuali con il web, tale tipo di abitudine apre nuove prospettive, abbastanza disumanizzanti e svilenti la dignità dell’uomo, in quanto viene completamente stravolto il significato profondo dell’atto sessuale.                                                              Il sesso nel web è soltanto un atto onanistico in condivisione con una macchina che permette l’osservazione di estranei, altrettanto disumanizzati, solitari ed insoddisfatti.

 

Sì…TI PORNO

Abbiamo usato questo tipo di presentazione abbastanza inusuale per mettere in evidenza, ancor meglio, l’imperativo categorico e minaccioso che si cela sotto l’uso costante dei siti porno soprattutto da parte dei giovani che, molto spesso, accedono a tali siti per puro diletto senza rendersi conto di quali minacce vi si nascondano.                                                                                                             I giovani di oggi sono i primi in assoluto che hanno avuto l’opportunità di esperienze sessuali del tutto diverse, rispetto alle generazioni precedenti, attraverso l’uso del Pc: web cam e chat. che offrono nuove opportunità di comunicazione ma che nascondono anche grossi rischi se usati con eccessiva disinvoltura. Un numero estremamente elevato di persone oggigiorno si avvale di queste fantastiche tecnologie per soddisfare le necessità più disparate e, tra queste, vanno annoverate anche quelle di carattere sessuale. L’estrema facilità d’uso, la garanzia della privacy e dell’anonimato, la varietà infinita di opportunità disponibili “subito e gratuitamente” hanno indotto anche i nostri giovani a provare questo nuovo tipo di tecnologia per soddisfare le proprie curiosità, i propri dubbi, soprattutto di tipo sessuale. Si calcola che questo di fenomeno, che crea abbastanza facilmente anche situazioni di dipendenza oltre che facili opportunità di incontri spesso molto pericolosi, interessi anche un numero abbastanza elevato di minorenni: circa 800.000. E’ necessario quindi essere molto attenti a come i nostri figli usano il Computer in quanto, se non sono controllati attentamente, possono cadere in accattivanti trappole che li rendono vittime di sgradevoli incontri o, nella peggiore delle ipotesi, prede del dilagante fenomeno della Pedofilia. L’uso dei siti porno inizia già all’età di 5-16 anni ed avviene in generale con una cadenza giornaliera per la durata di circa 3-4 anni. L’Italia è al IV posto in Europa dopo la Spagna, la Francia e la Germania, nel nostro paese ci sono circa 27 milioni di frequentatori Internet ed il 28,9% ( 7-8 milioni ) frequenta normalmente siti porno. Questa forma di esperienza sessuale dà un imprinting privo di esperienze reali, e propaganda una sessualità di tipo mediatico ed istintivo che non tiene conto nè della sensorialità né tantomeno dell’affettività. Le caratteristiche fondamentali che differenziano questi ragazzi da quelli che non frequentano siti porno, sono caratterizzate da un autoerotismo molto spinto, fino a dichiarare oltre 30 masturbazioni al mese, e dal fatto che, più del 12% di essi, manifesta un totale disinteresse ad un tipo di rapporto reale. Il 25% dei ragazzi ha dichiarato cambiamenti del proprio comportamento sessuale che prevedono riduzione dell’interesse reale ed eiaculazione precoce, ritardata o impossibile. La deduzione, spiega Foresta, è che l’eiaculazione si manifesta nei tempi dei filmati che generalmente in internet si riassumono in pochi minuti. In linea generale possiamo affermare che l’uso frequente della pornografia è in grado di indurre disfunzioni sessuali come: calo della libido, disturbi dell’erezione, dell’eccitazione e dell’eiaculazione.                                                                                                Nonostante tutto ciò la pornografia sembra sia sempre più legittimata nella nostra Società , che diventa pian piano culturalmente sempre più erotizzata grazie anche all’opera divulgativa dei numerosi spots pubblicitari televisivi che sono viepiù invasivi e depravati. Le vecchie ideologie femministe hanno ceduto il posto ad atteggiamenti e discorsi che tendono a legittimare la pornografia, gli opinionisti nei programmi televisivi, che fanno moda e tendenza, difendono immagini e termini sconci comunemente presenti anche nella così dette “fasce protette “ in nome della libertà di espressione, della modernizzazione e del timore del proibizionismi repressivo.                                                                La maggior parte di coloro che utilizzano immagini pornografiche sono persone che hanno una nomale relazione, una vita sessuale soddisfacente nell’ambito della propria vita di coppia, ma riferiscono di ricorrere alla pornografia per provare piacere con la masturbazione, per rilassarsi fisicamente, per permettersi una situazione trasgressiva senza eccessivi sensi di colpa.                                          E’ inoltre doveroso fare un’attenta riflessione sul tipo di porrnografia che, specialmente negli ultimi tempi, sta dilagando e tende a rappresentare l’estrema trasgressione che, in alcuni casi, arriva a forme veramente eccessive di perversione come l’urofilia, la gerontofilia, il feticismo, l’incesto e perfino lo stupro di gruppo. E’ questa la rappresentazione di rapporti sessuali praticati da numerosi uomini ( addirittura fino a 100 ) su donne, raramente consenzienti, e molto spesso sottomesse.              Tale messaggio altamente pericoloso, in particolare nelle menti dei giovani o in quelle dei minorenni, oltre a costituire una forma di spettacolo bestiale e di pessimo gusto diffonde anche immagini falsate di un maschio violento, sopraffattore e che riesce ad imporre la propria supremazia,non solo sessuale,mediante la forza e la brutalità.                                                                 Il consumo continuo di pornografi, iniziato dapprima come forma di divago o per curiosità, a lungo andare si trasforma in una necessità/esigenza a collezionare la visione di immagini sempre più eccitanti e sempre più stimolanti, si perde così il contatto vero con la realtà,si perde l’interesse per la propria Partner e per le forme sessuali relative alla vita reale e, a volte, si ha difficoltà persino a raggiungere l’erezione di fronte ad una persona reale.                                                                              Le donne, al cospetto di immagini pornografiche, si eccitano molto facilmente e raggiungono l’orgasmo in tempi più brevi ed un maggior numero di volte, anche se la maggior parte di loro non gradisce questo tipo di pratiche sessuali, si sente inadeguata a competere con corpi perfetti e sexy come quelli delle Pornodive, si rammarica del “tradimento”, della completa assenza di tenerezze e dell’eccessivo dominio da parte del maschio.                                                                                         Un’altra grossa piaga dei nostri tempi moderni è costituita dalla pornografia infantile che purtroppo, bisogna ammetterlo, Internet ha notevolmente incrementato. Centinaia di migliaia di immagini di pornografia infantile vengono costantemente sequestrate dalla polizia e la maggior parte di queste ritrae bambini non ancora adolescenti.                                                                                                         Questo sorta di traffico rappresenta un affare di molti milioni di dollari, con una distribuzione di migliaia di foto distribuite settimanalmente in moltissimi siti web e di altrettante persone che vengono arrestate ogni anno per il traffico di materiale pornografico !!                                                    Un numero elevato di ore settimanali trascorse nella visione di siti porno è correlato con la riduzione della materia grigia a livello del circuito della ricompensa ( nucleo striato ) cha ha una parte attiva anche nella motivazione e nelle capacità decisionali. Tutto questo si ripercuote anche a livello di minore connessione nervosa che significa anche ridotta sensazione di ricompensa ed una risposta al piacere intorpidita che viene comunemente chiamata anche “ desensitizzazione”.                 Ma la riduzione della connessione nervosa tra il circuito della ricompensa e la corteccia prefrontale, che tende a peggiorare con l’aumentato uso di materiale pornografico, si traduce anche in scelte comportamentali errate, come ad esempio la ricerca di droga, che viene considerata come fenomeno di Ipofrantalità.                                                                                                         Dal punto di vista neuro ormonale, i continui stimoli sessuali di diversa intensità offerti dalla rete, fanno sì che sia il corpo che la mente siano soggetti ad assuefazione e non provino più lo stesso tipo di piacere e ciò sarebbe provocato dalla desensibilizzazione della Dopamina.                                                  Ciò può indurre molto spesso problemi di eccitamento con una Partner reale, eiaculazione ritardata e difficoltà o impossibilità a raggiungere un’erezione soddisfacente. E’ quindi l’uso eccessivo della Dopamina che provoca la dipendenza, infatti quando queste vie vengono usate in eccesso le cellule dopaminergiche iniziano ad atrofizzarsi e a diminuire di numero e, contemporaneamente si riducono di numero anche i recettori delle cellule bersaglio site nel nucleo occumbens. Per questo motivo è necessario aumentare sempre di più la dose di Dopamina per riattivare il sistema e ciò richiede stimoli ancor maggiori.                                                                                                                Tale situazione è sovrapponibile al danno del lobo frontale che si manifesta con una serie di comportamenti, comunemente denominati “ sindrome del lobo frontale”, e che sono caratterizzati da impulsività e compulsività. In definitiva questi Pazienti si ostinano e si concentrano su determinati oggetti che vogliono possedere ad ogni costo. Si tratta in genere di persone emotivamente labili, con sbalzi d’umore imprevedibili e che presentano scarsa capacità di giudizio. Una situazione perfettamente analoga si osserva anche in coloro che presentano dipendenza alla cocaina ed alla metanfetamina. In queste condizioni si verifica una situazione veramente particolare denominata “ effetto COOLIDGE” che consiste in un insolito stato cerebrale che può far addirittura scomparire l’esaurimento postorgasmico in poco tempo se si materializza nei paraggi una Partner pronta ad essere fecondata. Tale meccanismo biologico interpreta ogni nuova possibilità erotica           ( compresa l’esperienza web ) come una opportunità di tipo riproduttivo attivando i comportamenti sessuali per mezzo dei neurormoni ( Dopamina ).                                                                                                                                                  Quando però si cessa l’uso della pornografia si sperimenta uno snervante periodo senza eccitazione ed erezione: la libido si addormenta per settimane o mesi. Emerge, con estrema forza, la necessità di comunicare ai giovani che questa nuova forma di sessualità porta all’isolamento, all’ allontanamento della sessualità reale e alterazione dei tempi della sessualità.

 

LO STUPENDO ELISIR CHE DESTA …….AMORE

Sin dagli albori dell’umanità l’uomo ha sempre subìto il fascino e lo stimolo naturale della carica erotica: il maschio per aumentare il suo istinto innato di supremazia e per sottolineare la sua mascolinità, la donna invece per appagare la propria ancestrale esigenza di maternità, unico obiettivo della vita che permette la totale realizzazione come donna e il completo appagamento del desiderio di prosecuzione della specie umana. E’ per questo che, da sempre, entrambi hanno cercato di aumentare la propria libido e soprattutto le proprie capacità amatoriali andando alla ricerca di qualcosa che fosse in grado di dare un ulteriore valore aggiunto alla proprie prestazioni sessuali. E’ in fondo un modo per superare quella sorta di “competizione sessuale” che esiste in tutti gli esseri viventi e che permette la sopravvivenza e la continuità delle caratteristiche genetiche individuali. Nel comune immaginario collettivo i fattori discriminanti per scelta della Partner ideale sono costituiti dalla “seduttività”, dalla bellezza fisica e dalla femminilità, nell’uomo invece il valore aggiunto è costituito dalla prestanza fisica, dalla mascolinità e dalle doti amatoriali. Forse nel caso dell’uomo un elemento decisivo che influenza le scelte, da parte della donna, è anche lo stato sociale ed il potere economico. Molti elementi presenti in natura hanno pertanto avuto il privilegio di essere considerati come dei veri e propri toccasana assumendo il rango di sostanze AFRODISIACHE, in quanto sembrerebbero agire aumentando il desiderio sessuale, la potenza sessuale, la fertilità ed il tasso del testosterone nell’uomo, migliorare il desiderio sessuale, l’eccitamento e la frigidità nella donna. I più noti in senso assoluto e, abbastanza frequentemente usati in particolare nei casi di disfunzioni sessuali su base psicogena, sono la Ferula odorosa ( Erba di Monte Hermon ), la Tumera diffusa ( Damiana ), la Ptychopetalum olacoides ( Muira Puama ), la Paullinia Cupana ( Guaranà ), il Panax Ginseng ( Ginseng ), il Gingo Biloba, lo Yohimbe                                 ( Yoimbina ), la L-taurina, la Caffeina, il Lepidum meyenii ( Maca ),consigliati spesso come rimedio per i deficit di erezione. Inoltre sono particolarmente utili, come sostanze che aumentano la produzione di ossido nitrico (NO) e quindi il flusso ematico non soltanto a livello del pene, ma anche nel circolo ematico generale, l’arginina, l’Ornitina e la Citrullina. L’obiettivo ultimo che si prefigge l’uso abituale degli integratori è quello di aumentare l’attività sessuale attraverso la riduzione dello stato d’ansia relativo alla prestazione, aumentando l’afflusso di sangue arterioso a livello dei corpi cavernosi con conseguente aumentato apporto di Ossigeno ed incremento della libido.

Molto spesso si ritrovano in commercio sotto forma di misture di erbe combinate con aminoacidi e, a volte, con vitamine che avrebbero la capacità di indurre effetti benefici anche sullo stato di benessere fisico generale.                                                                                                       Alcuni tipi di integratori, Maca Andina ( Lepidium Leyenii ), Ashwaganda (Withania Sonnifera ), Muira Puana ( Liriosma Ovata ) sono particolarmente indicati per le disfunzioni sessuali della donna come la frigidità, i disturbi del desiderio e dell’eccitamento. Estratti secchi a base di sostanze naturali, quasi esclusivamente rivolte all’uso maschile e deputate a migliorare il desiderio sessuale, sono quelle che hanno come effetto principale desiderato quello che indurre un aumento del livello ematico del Testosterone: Tribulus ( Tirbulus Terrestris ), Maca ( Lepidum Meyenii ), Fieno Greco ( Trigonella Foenum Graecum ), Muira Puama ( Ptycopetalum Olacoides, Oertica ( Urtica Dioica ), Palmetto seghettato ( Serenoa Repens )e Crisina..                                                                               I tempi sono naturalmente cambiati anche sotto questo punto di vista ed i ritmi frenetici, ai quali ormai tutti ci stiamo adeguando, hanno imposto la necessità di velocizzare i risultati per cui, se prima era necessario reperire in natura tali prodotti miracolosi, che però agiscono in tempi abbastanza lenti, oggi la scienza ce li fornisce direttamente, sotto forma di medicamenti, e ne garantisce il risultato assoluto con maggiore velocità! Ecco allora che se prima tutti questi afrodisiaci facevano parte del mondo dell’ingenua credulità umana e non avevano nessun fondamento scientifico, oggi i farmaci prodotti per soddisfare quelle esigenze, apparentemente frivole, hanno dimostrato un’importanza notevole per tutelare la salute dell’individuo sotto molteplici aspetti. Si è potuto infatti dimostrare come la salute sessuale possa essere sinonimo di salute generale dell’individuo e addirittura, in alcuni casi, essere un avvertimento per l’incombenza futura di serie patologie. Subito dopo l’uscita in commercio del Sildenafil, la molecola è diventata dapprima molto famosa poi è stata sinonimo di “fatto di tendenza” e, successivamente, a distanza di poco tempo ha raggiunto addirittura l’ambita dimensione di farmaco di massa anche tra i giovani che subito hanno dimostrato grande interesse sia per abbattere l’ansia da prestazione sia per dimostrare di essere sempre “all’altezza della situazione”. In seguito questa molecola è stata oggetto di ambita ricerca soprattutto da parte di coloro che, per migliorare ulteriormente le loro performances sessuali, avevano deciso di assumerlo anche in associazione alle sostanze stupefacenti. Attualmente la gamma di inibitori delle PDE5 si è incrementata con l’uscita in commercio di nuove molecole ( Tadalafil, Vardenafil, Avanafil ) che sono in grado di garantire diverse possibilità di prestazioni in termini di durata, velocità e potenza di effetto. Bisogna comunque riconoscere che al giorno d’oggi anche altri tipi di farmaci vengono comunemente usati, in modo assolutamente edonistico, come la Anfetamine, Metanfetamine, i Nitrati alchilici, l’Ossido Nitrico, la Paroxetina, la Fluexitina, le Ketamine.                                                                     In linea generale la maggior parte degli inibitori delle PDE5 non presenta seri effetti collaterali fatta eccezione per la cefalea, la congestione nasale, la dispepsia, disturbi della visione, erezioni dolorose o dolori toracici, ma in caso di associazione con droghe pone seri problemi per la salute in quanto possono indurre severe ipotensioni, collassi, gravi complicazioni cardiologiche e perfino la morte.

In uno studio del 2013 si è potuto osservare che l’uso indiscriminato di tali farmaci avviene nel 36% per migliorare la rigidità delle erezioni e nel 26% per aumentare la durata delle erezioni stesse e che circa l’83% è abituato ad associare tali farmaci con l’alcol o altre sostanze di uso illegale come marijuana/cannabis. Ma la cosa senz’altro ancora più sconcertante è che il miglioramento delle prestazioni sessuali, grazie all’uso di questi farmaci associati alle droghe, permettono un aumento del numero dei rapporti sessuali e dei Partners, ma elevano ulteriormente anche il rischio di infezioni HIV e delle malattie sessualmente trasmesse.

 

ANDIAMO A S…BALLARE IN DISCOTECA??

Quando parliamo e giudichiamo i costumi sessuali dei nostri giovani, noi adulti, siamo portati a considerarne soltanto l’aspetto più azzardato ed hard, mentre non dovremmo mai dimenticare che spesso sono l’espressione di una diretta conseguenza delle problematiche scaturite dal loro vissuto nel periodo dell’infanzia, delle angosciose vicissitudini del presente e soprattutto anche degli imprevisti del futuro. Si tratta quindi di giovani molto spesso in crisi e che presentano numerosi e validi motivi di dubbio e perplessità che contribuiscono a rendere la loro psiche molto più debole, vulnerabile e pertanto anche più soggetta a manifestazioni di tipo ansiogeno. Un ruolo fondamentale e, in un certo senso, aggravante è giocato da altri fattori importanti come “ l’ignoranza sessuale “, la necessità di conferme a proposito della propria identità di genere, il desiderio di raggiungere la “maturità” almeno dal punto di vista sessuale e la curiosità di provare un’esperienza nuova che tutti definiscono entusiasmante e che comunque costituisce una ulteriore prova da superare per poter affermare di aver oltrepassato felicemente il periodo dell’infanzia. Purtroppo però la maggior parte dei nostri giovani, soprattutto i maschi, la vivono come momento di delusione in quanto spesso accade che di non superare “ quell’esame” con il massimo dei voti.                                                                            Un articolo apparso, a febbraio 2014, sul sito Adnkronos Salute recita nel seguente modo:

“ Delusi dal sesso si ‘dopano’ con alcol e droga, illudendosi di cancellare le defaillance con rischiosi aiutini fai-da-te. Perché secondo un’indagine su 600 under 35 presentata oggi a Milano, con buona pace del San Valentino in arrivo, nei letti del Belpaese dilaga il malcontento, confessato da circa un giovane su 3: per la precisione, il 29% dei maschi e il 35% delle femmine giudica insoddisfacente la propria vita sessuale.”

Infatti da una indagine condotta all’interno del progetto “ scegli tu “ promosso dalla Società Italiana di Ginecologia (Sigo) ed alla quale ha partecipato anche la Società Italiana di Andrologia ( SIA ) risulta che il 44% dei maschi ed il 28 % delle femmine, beve alcolici abitualmente mentre il 12% dei maschi ed il 9% delle femmine usa droghe per superare il senso di inadeguatezza e l’ansia da prestazione. Ma la cosa più sconcertante è che più del 50% sia dei maschi che delle femmine ritiene che bere in occasione dell’intimità possa dare un valido aiuto, più del 10 % considera utili gli stupefacenti e il 27% dei maschi contro il 18% delle femmine si rivolge anche alle così dette pillole dell’amore, soprattutto per stupire con le proprie possibilità sessuali. Soltanto il 12% dei ragazzi ed il 9% delle ragazze sono soddisfatti delle proprie esperienze sessuali, ciò sta a testimoniare che anche tra i giovani dilagano disfunzioni sessuali importanti come: Eiaculazione precoce (32%), deficit di erezione (27%), ansia da prestazione (21%), calo del desiderio (14%) nei maschi, mentre nel sesso femminile si riscontrano calo del desiderio (26%), dolore durante il rapporto (21%).

E’ fuor di dubbio che la manifestazione di un’eiaculazione precoce, sperimentata durante l’auto masturbazione o ancor peggio durante le prime esperienze sessuali, la paura di non essere in grado di ottenere delle erezioni valide e/o di insufficiente durata, il timore di essere giudicati inadeguati e soprattutto di essere paragonati dalla Partner ad altre precedenti esperienze, il ricordo di rapporti sessuali precedenti vissuti come insuccesso o addirittura come sensazioni sgradevoli, l’incertezza sulla proprie capacità amatoriali, il dubbio sulla propria identità di genere sono motivazioni più che valide per porsi il dubbio sulla necessità di ricorrere a qualcosa che possa dare un aiuto “qui ed ora” ed in grado di dirimere al più presto i nostri sospetti. Anche il sesso femminile comunque manifesta le stesse preoccupazioni sull’inadeguatezza sessuale in particolare quando si manifestino problematiche relative al calo del desiderio sessuale, dell’eccitamento e dell’orgasmo o anche quando affiorano insistentemente nella mente tutti i pudori e le vergogne che sono state indotte da un’educazione familiare errata e di tipo proibitivo nei confronti del sesso. E’ chiaro che, in queste situazioni, è naturale ricercare qualcosa che, non soltanto risolva completamente le proprie disfunzione, ma che ci aiuti anche ad evadere totalmente dalle conflittualità educazionali, dalle angosce frutto di bigotte interpretazioni religiose, dalle ansie conseguenti a comportamenti troppo                       “ trasgressivi”; e quale migliore opportunità può esservi rispetto a quella di affidarsi a qualcosa che possa, almeno temporaneamente, risolvere tutte queste problematiche situazionali? Il fatto poi di scegliere una soluzione molto più semplice rispetto ad un’altra assai impegnativa e con eventuali gravi conseguenze, dipende da molteplici fattori, alcuni dei quali poco controllabili come, ad esempio, lo stato psicologico, la situazione sociale, economica, circostanze contingenti, l’entità della disfunzione sessuale ecc. anche se resta sempre fondamentale la determinazione individuale al momento della scelta.                                                                                                                              I nostri giovani sono figli di una società che ha subito cambiamenti radicali sotto molteplici punti di vista, in particolare da una comunità che ha sempre ritmato la propria esistenza in base ad una disciplina basata su ciò che era permesso e ciò che invece era assolutamente proibito, si è poi passati ad una concezione della vita completamente differente che concepisce soltanto l’efficienza, il guadagno facile, la ricerca del successo a qualsiasi costo e dove il concetto di limite e di etico è, a volte, veramente sfumato e comunque quasi sempre opinabile. Oggi è inoltre tutto a portata di mano, disponibile al momento, fruibile da parte di tutti ed il ritmo della nostra vita obbliga di cogliere le novità subito, di assaporare velocemente le nuove sensazioni senza possibilità di ripensamenti da qui la necessità di dover essere sempre pronti ed alla continua ricerca di ciò che offre stimolazioni eccessive e mai provate prima!

La sperimentazione scientifica, in particolare quella relativa ai farmaci, ha permesso all’uomo di migliorare notevolmente molte delle proprie prestazioni sia fisiche che mentali e lo ha indotto a pensare di poter diventare una sorta di “Superumano “ o quanto meno di poter essere in grado di modificare in senso radicale il proprio modo di essere. L’effetto dei farmaci in questione però non è assolutamente in grado di mantenere a lungo quei risultati, per cui è necessario ricorrere a somministrazioni successive. E’ questo il motivo fondamentale per il quale l’uomo, anche nel caso di farmaci che danno una vera assuefazione, manifesta una sorta di dipendenza psicologica che lo induce a dover far ricorso spesso a quel certo tipo di farmaco per poter mantenere il risultato raggiunto. Tanto più colui che ha sperimentato, soprattutto in materia sessuale, la possibilità di raggiungere livelli di prestazione invidiabili, difficilmente riesce a resistere alla tentazione di ritornare alla mediocrità e non si sentirà mai talmente autosufficiente di potersi considerare in grado di poter fare a meno di “quell’aiutino”. Insomma chi ha sperimentato il “Sovrumano” tende a voler rimanere tale.

E’ in questo contesto che è possibile inquadrare e cercare di interpretare quella sorta di dipendenza psicologica che si può osservare in coloro che sono dediti all’uso degli inibitori delle PDE5. Il Sildenafil, ad esempio,che normalmente viene usato con successo nella terapia del deficit di erezione ha una notevole capacità di aumentare il senso di autostima, infondere di nuovo fiducia in se stessi e soprattutto di ridurre notevolmente l’ansia da prestazione. Per tali motivazioni ha avuto grande successo tra i ventenni desiderosi di migliorare le prestazioni sessuali, diminuire l’ansia da prestazione ed anche di evitare gli effetti spiacevoli e negativi dell’alcol o dell’uso reiterato di droghe.                                                                                                                                     Quindi oltre ad un uso non proprio corretto da parte delle persone adulte che molto spesso tentano di dimostrare ciò che, per cause di forza maggiore, non sono più in grado di essere, esiste anche il fenomeno, piuttosto preoccupante, dell’ampia diffusione anche tra gli studenti delle scuole superiori. Tra questi è normalmente considerato alla stessa stregua di un AFRODISIACO o PARTYDRUG, in quanto sembra essere in grado addirittura di ridurre il tempo del periodo refrattario e quindi di permettere una maggior durata/frequenza e intensità dei rapporti sessuali. Viene anche usato per ridurre gli eventuali effetti negativi, relativi alle performances sessuali, provocate dall’uso di alcol e/o droga oppure in associazione, per semplice uso ricreativo, con le così dette “ clubs-drugs” per migliorare le esperienze sociali, in tal caso prendono nomi diversi a seconda del tipo di associazione. Si parla infatti di di “ HAMMERHEADING” nel caso dell’associazione con metilenedioxymetamfetamina (MDMA), si definisce invece “ SEXTASY” la combinazione con l’estasi o “TINA” il connubio con la metamfetamina, nel gergo giovanile, proprio per sottolineare tale uso indiscriminato a scopo ricreativo, si usa il termine: Vitamina V e ciò prevede anche altre forme di associazione con l’acido gammaidrossibutirrico, la ketamina o il nitrito di amile (quest’ultimo noto anche come POPPER ). Tale sostanza, molto frequentemente usata in Gran Bretagna con l’intento di permettersi prestazioni sessuali indimenticabili, si presenta sotto forma liquida, viene inalata e, a distanza di pochi secondi inizia l’azione, della durata di 30- 60 secondi, che consiste fondamentalmente in un effetto di vasodilatazione e che induce euforia, aumento della frequenza cardiaca, caduta della pressione arteriosa ed incremento dell’energia e della vitalità.                                                                                                                                        Non è ancora stato segnalato un vero e proprio abuso del Tadalafil e del Vardenafil anche se questi farmaci potrebbero avere tutte le caratteristiche, il Tadalafil ad esempio già noto in Europa con il nome di “ le Weekender “ per il suo lungo periodo d’azione potrebbe essere molto ambito come sostanza da abuso. Sarebbe necessaria però un attenta e circoscritta campagna di informazione soprattutto in relazione a quelli che potrebbero essere gli eventuali rischi di tipo cardiovascolare, le eventuali interazioni farmaco-farmaco nel caso di associazioni e le conseguenze di tossicità che possono indurre la sincope e addirittura l’arresto cardiaco.                               Altrettanto importante sarebbe anche offrire un’adeguata la divulgazione degli effetti deleteri dell’uso indiscriminato delle droghe che, se apparentemente sembrano amplificare le sensazioni e le performances sessuali stesse, in realtà sono responsabili a lungo termine di spiacevoli problematiche di difficile risoluzione.   L’alcol ad esempio molto usato tra i giovani, soprattutto quando sono in gruppo, è apprezzato per i suoi effetti psicotropi, di disinibizione, di socializzazione, a piccole dosi induce, a livello fisico, gli effetti positivi della vasodilatazione come miglioramento delle erezioni, congestione pelvica mentre, a livello psichico, tende ad abbassare i toni dell’ansia attenua le paure e favorisce l’eccitazione endogena.                                                                          Ma è chiaro che gli effetti dannosi dipendono anche dalla sua concentrazione a livello del sangue           ( alcolemia ), più quest’ultima è elevata maggiori saranno le conseguenze in negativo sia in acuto che in cronico. I primi sono di tipo esclusivamente inibitorio a livello della libido e dell’orgasmo, sia nell’uomo che nella donna, a livello delle erezioni nell’uomo e della lubrificazione vaginale nella donna. Negli uomini che eiaculano precocemente è particolarmente gradito il prolungamento del tempo di eiaculazione. Negli alcolisti cronici è frequente invece osservare calo del desiderio, alterazioni delle erezioni, della lubrificazione vaginale, del ciclo mestruale, dell’orgasmo e della fertilità e fenomeni di femminilizzazione a causa di un aumentato catabolismo del testosterone a livello del fegato e di una aumentata attività aromatasica che lo trasforma in estradiolo.                      A tal proposito è necessario segnalare anche il fatto che alcune bevande alcoliche, a causa del contenuto in fitoestrogeni, possono contribuire ad aumentare tale effetto femminilizzante.      L’alcol danneggia anche il cervello a livello delle cellule nervose della corteccia frontale, sede di coordinamento delle emozioni, motivazioni ed a carico dell’ippocampo, area importante per l’apprendimento e la memoria, mentre induce una spiccata inibizione della produzione ormonale di GnRH ( ormone stimolante la produzione delle gonadotropine) a carico dell’ipotalamo, nel nucleo sopraottico e paraventricolare, ed altera la produzione di ossitocina, delle gonadotrine a livello ipofisario (LH , FSH ) e nelle gonadi blocca la produzione di Testosterone, Estradiolo e Progesterone. La causa principale della ridotta produzione di Testosterone sarebbe dovuta ad una atrofia delle gonadi, mentre l’inibizione della spermatogenesi, in presenza di insufficienza epatica e testicolare, sembrerebbe essere una conseguenza dell’elevato effetto tossico di natura ossidativa.                                                                                                                                                              Nella donna l’uso cronico di alcol e le variazioni ormonali( la riduzione dei livelli di estradiolo e l’iperprolattinemia) conseguenti sono responsabili di riduzione del volume e della funzionalità delle ovaie con relativi disturbi mestruali, amenorrea ed infertilità.                                                           Gli Oppiodi invece hanno la capacità di indurre una notevole sensazione di piacere, la somministrazione per via endovenosa di eroina per esempio è in grado di dare la sensazione piacevole simile ad un intenso orgasmo, mentre la sindrome di astinenza si caratterizza dal fatto che l’uomo manifesta frequenti erezioni ed eiaculazioni spontanee.                                                   L’uso del methadone invece nell’uomo causa calo della libido, deficit di erezione ed alterazioni dell’eiaculazione, nella donna invece calo della libido, alterazione della lubrificazione vaginale, vagnismo e dispareunia.                                                                                                             Dal punto di vista ormonale si osserva negli uomini una disfunzione dell’ipotalamo e dell’ipofisi che inducono un netto decremento della produzione di LH ed FSH con conseguente ipotestosteronemia ( ipogonadismo ipogonadotropo ). I livelli del testosterone tornano nella norma dopo circa 1 mese dall’astensione dall’uso di eroina suggerendo così una possibile azione negativa reversibile da parte di questa droga. Questo calo del testosterone induce invece, nella donna, calo della libido, delle fantasie sessuali, dell’eccitamento, dell’orgasmo e del piacere sessuale.                      L’azione principalmente disinibitoria della Cannabis la rende una droga appetibile poiché accentua i pensieri erotici, enfatizza il piacere sessuale ed altera la percezione del tempo e dello spazio, è forse questo il motivo per cui tale sostanza viene usata sin dall’antichità.
La Marijuana e gli altri Cannabinoidi alterano l’asse ipotalamo-ipofisi-gonade ed interferiscono sulla fertiltà attraverso un’azione diretta a livello dei recettori CB1 dell’ipotalamo inibendo la produzione di GnRH oppure con una azione diretta a livello testicolare, dove è possibile osservare una degenerazione dei tubuli seminiferi.                                                                                    Anche nella donna si hanno effetti negativi caratterizzati da un marcato decremento dei livelli di LH mediante una soppressione della pulsatilità della loro produzione, ne deriva una alterazione del ciclo ovulatorio.                                                                                                                                        Completamente diversa è l’azione della cocaina, la quale attraverso un’azione stimolante la produzione di dopamina aumenta sia il desiderio che l’eccitamento mentre inibisce l’orgasmo sia nel maschio che nella femmina. Particolarmente gradito risulta inoltre l’allungamento del tempo di eiaculazione che permette così rapporti sessuali di lunga durata anche nei, così detti, eiaculatori precoci. A livello cerebrale quindi la cocaina blocca il riassorbimento della dopamina da parte delle terminazioni nervose innescando un iperfunzionamento dei centri cerebrali del piacere e della gratificazione. Ma l’iperattivazione cronica di questo sistema crea, a lungo andare, un deficit di dopamina con conseguente blocco dei sistemi di trasmissione a livello dei centri del piacere e della ricompensa che saranno poi responsabili di fenomeni depressivi e di esaurimento psicofisico.

Dal punto di vista ormonale ‘uso cronico di cocaina può indurre iperprolattinemia che sembrerebbe essere dovuta ad una downregulation dei recettori della dopamina a livello dell’ipotalamo.                  Normalmente si ritiene che le Anfetamine siano in grado di aumentare il desiderio sessuale, prolungare il rapporto sessuale e rendere molto più intense le sensazioni dell’orgasmo in realtà pero se è vero che l’Ecstsasy ( 3,4-metilendiossimetanfetamina o MDMA ) è in grado di ridurre la timidezza l’ansia ed il disagio precedenti ad un rapporto sessuale è altrettanto vero che può procurare disfunzioni sessuali sia nell’uomo che nella donna come per esempio riduzione del desiderio sessuale, delle erezioni, della lubrificazione vaginale dell’orgasmo e della soddisfazione sessuale.                                                                                                                       La metanfetamina entra direttamente nelle cellule cerebrali attraverso il circolo ematico, produce il rilascio dei neurotrasmettitori cerebrali che stimolano le varie strutture cerebrali. A livello della corteccia cerebrale aumentano l’energia, l’euforia, la capacità di ragionamento e di pensiero, sempre a questo livello si amplificano le capacità di vedere, sentire, odorare e di comprendere meglio le parole. A carico del sistema limbico invece attraverso l’azione sui centri del piacere controlla la pulsione sessuale, la propensione verso il cibo e l’inclinazione alla lotta. A livello della base cerebrale invece regola il battito cardiaco, il respiro, il cibo ed il sonno.                                                  La sua azione, dal punto di vista neurormonale è data dal fatto che a livello delle cellule nervose induce un elevato rilascio di Dopamina, la quale attraverso l’attacco su alcuni recettori specializzati è in grado di determinare un picco di piacere.                                                                               L’abuso di oppiodi,( eroina, morfina, codeina, tebaina ) in generale, è data dalla sindrome da iperdosaggio ( comunemente denominata Overdose ) il cui sintomo più grave è caratterizzato dalla depressione respiratoria che può indurre ad una era e propria insufficienza respiratoria e morte per asfissia. Vi possono essere anche altre gravi forme di depressione come quella del sistema nervoso centrale che induce al coma o alla depressione cardiovascolare responsabile di stati di edema, in particolare del cervello e dei polmoni. A carico del sistema nervoso centrale si riduce l’attività dei neuroni del locus ceruleus e del sistema limbico generando una serie di effetti di carattere emotivo che vanno dalla sensazione di distacco dal mondo e disinteresse verso le cose, tendenza all’apatia con assenza completa di ogni tipo di preoccupazione.

I nostri giovani, durante la loro permanenza in discoteca, usano farsi le “ Calette” che consistono in bicchieroni di diversi tipi di superalcolici bevono ( in gergo si calano giù ) in due o tre sorsate e qualora si sia raggiunto il limite, dal punto di vista della gradazione, allora si tenta di abbassarla con un bicchiere di succo di frutta ( chiamato. Alcolpops ), che serve a permettere di continuare a bere.                         In generale, durante una serata, si bevono incoscientemente 4 o 5 bicchieri di bevande alcoliche, in tempi molto ristretti e magari lontano dai pasti, per raggiungere prima ed in maniera più intensa lo “ Sballo “.                                                                                                                                                                             Sempre più spesso però vengono mescolate al classico drink alcolico anche le droghe ( cocaina, eroina ), le benzodiazepine, valium, tavor, ed il Viagra, bibite pericolosissime che oltre agli effetti dell’alcol aggiungono anche gli effetti devastanti della altre sostanze. Si rischia l’arresto cardiaco, l’emorragia cerebrale o addirittura gravi forme di disturbi mentali che riducono e rendono fortemente vulnerabile la plasticità cerebrale. In particolare il mixer Viagra ed Exastasy induce effetti devastanti ( sindrome da Serotonina ) che vanno dalla semplice confusione mentale, al disorientamento, al tremore ed alle allucinazioni, mentre nelle forme più gravi si giunge all’irregolarità del ritmo cardiaco ed anche al coma.                                                                                Si è provato anche a mischiare Viagra, Cocaina ed Ecstasy con conseguente completa perdita del controllo del proprio corpo, irresistibile desiderio sessuale ( probabile effetto dell’ecstasy e della cocaina ), ma si è anche accusato un elevato dolore acuto forse dovuto all’eccessivo sforzo fisico. Ma ad aumentare ancor più la preoccupazione, soprattutto tra le donne, è la sempre maggior diffusione nelle Discoteche di una nuova droga: GHB ovvero Gamma-idrossibutirrato, denominata anche droga dello stupro, sostanza allo stato liquido, insapore, dall’odore appena pungente che può essere versata nel bicchiere della persona prescelta ed attendere che l’abbia bevuta.                           L’inizio d’azione della droga avviene dopo circa 15-20 minuti e dura da mezz’ora a circa 3 ore ed è in grado di dare sensazione di benessere, aumento di sensazione tattile ed aumento del desiderio sessuale, nell’uomo invece viene usata soprattutto per aumentare il mantenimento dell’erezione.                    Gli effetti a distanza sono caratterizzati da senso di vertigine, nausea, confusione mentale e completa assenza del ricordo, le conseguenze possono addirittura essere fatali infatti una dose eccessiva può portare al coma ed alla morte soprattutto quando viene assunta mescolata agli alcolici.

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Dr. Valter Cassutti, Centro Medico Demetra, Terni
Dr.ssa Claudia Cardinali, Psicosessuologa, Terni
Dr.ssa Alessia Proietti, Medico di Medicina Generale, Terni
Dr. Marco Ballerini, Centro Medico Demetra, Terni