Disturbi della sessualità

Il ritmo pressante del cambiamento degli stili di vita, il mutamento radicale del significato di alcuni valori morali e spirituali che hanno, da sempre, ritmato i comportamenti dell’uomo fin dagli albori dell’umanità, la crisi economico-social-culturale che opprime la società odierna hanno suscitato l’avvento di una notevole crisi esistenziale che ha colpito soprattutto i nostri giovani. I messaggi continui, attraverso i mass media, che propongono i nuovi “valori” di una Società basata sul consumismo, le nuove “tendenze” di una collettività fondata sull’effimero e sull’estetica, i nuovi modelli di “costume” di una comunità che tende a rinnegare e dimenticare la propria “etica atavica”, la completa mancanza di prospettive e proposte fattive per un futuro migliore, sono tutti suggerimenti dannosi che condizionano, in maniera indelebile, la mente in continua maturazione ed evoluzione dei nostri giovani. Credo che queste siano le chiavi di lettura che noi adulti abbiamo il dovere di adottare per poter comprendere i comportamenti ed i modi di pensare dei nostri figli e non dobbiamo affatto stupirci se la sessualità nei giovani risulta essere notevolmente anticipata e soprattutto considerata come un mero momento di evasione: una adolescente su sei ha già fatto l’amore prima dei 14 anni, addirittura l’1% al di sotto degli 11 anni. Sei ragazze su 10 hanno avuto la loro “prima volta” tra i 15 ed i 18 anni e addirittura alcune ragazzine hanno avuto il primo rapporto sessuale prima del menarca. Tutto questo era già stato anticipato dal filosofo francese Foucault (1926-1984) nella sua modernissima concezione del “biopotere”: “ potere cioè che costruisce corpi, desideri ed i modi fondamentali della stessa vita “.

Secondo l’autore infatti : – la sessualità non è più rappresentata come elemento naturale del patrimonio esistenziale dell’essere umano, ma come dispositivo storico delle società disciplinari. Se, in un’epoca di tramonto dell’interdetto della legge e della morale, e di diffusione di un codice consumistico e consensualistico, non si vuole – o non si ritiene sufficientemente efficace – un controllo giuridico, formale ed esterno, allora è esattamente il meccanismo del divenire soggetti che occorre gestire ed orientare. La sessualità costituisce quindi il punto cardine dove poter interagire per effettuare un controllo incisivo sia sul singolo individuo che sulla popolazione in generale.

La sessualità non è altro che il sottile filo conduttore che regola i numerosi e complicati conflitti delle relazioni di potere: “ tra l’uomo e la donna, il giovane ed il vecchio, fra i figli ed i genitori, tra l’educatori e gli alunni, fra i sacerdoti ed i laici, fra un’amministrazione ed una popolazione” .

La sessualità è quindi “uno tra gli elementi “dotati della più ampia strumentalità, che possono essere usati per il maggior numero di manovre e servire da punto di appoggio, da cardine per le strategie più varie” – (Foucault, 1976, p. 92).

E’ il nostro modo nuovo di concepire la Società che detta le leggi di comportamento ed i cambiamenti del nostro modo di vivere, secondo l’ideologia di Foucault infatti:
“C’è un mondo popolato di individui che pensano se stessi ‘liberi’, autonomi, titolari di bisogni, di desideri, di diritti, di interessi e di scelte, ma costoro, per poter agire, devono essere formati, guidati, indirizzati da autorità competenti che li mettano in condizione di esercitare la propria libertà”.

In un panorama così sconcertante e preoccupante, noi genitori ancora ci scandalizziamo e   ci chiediamo cosa stia accadendo ai nostri figli e ancora non ci preoccupiamo di parlare con loro delle problematiche sessuali, li lasciamo scoprire il sesso da soli, li abbandoniamo a vivere le proprie angosce sull’inadeguatezza sessuale senza aiutarli e soprattutto ancora non chiediamo alle autorità scolastiche di intervenire con corsi educativi sulla sessualità.                                                                       Intanto i nostri ragazzi continuano ad imitare i comportamenti sbagliati dei coetanei, a frequentare luoghi dove è possibile fare esperienze di qualsiasi tipo, a prendere “ lezioni di sesso “ su internet, in televisione, nelle riviste porno, a ricevere messaggi errati circa l’uso di sostanze, spesso dannose, che potrebbero “aiutare” sessualmente.Il risultato è quello di percepire falsi messaggi che mostrano una sessualità eccessiva, amplificata, che danno l’idea che nella vita sia fondamentale solo “fare sesso e farlo al meglio” come accade per le persone alla moda, belle, prestanti, palestrate, sexy, e fare soldi “ subito e senza fatica”, magari anche con l’aiuto dei reality o del gioco d’azzardo.

Sono questi, a nostro avviso, i principali elementi scatenanti di situazioni imbarazzanti come le disfunzioni sessuali che, sempre più insistentemente, vengono denunciate dai nostri giovani e che colpiscono indifferentemente sia i ragazzi che le ragazze. Il 29% dei giovani maschi ed il 35% delle femmine giudica insoddisfacente la propria vita sessuale, il calo del desiderio, il dolore durante il rapporto sessuale colpiscono con maggior frequenza le ragazze (26%) e (21%) rispettivamente, mentre nei ragazzi risultano notevolmente presenti sia l’eiaculazione precoce (32%) che la difficoltà delle erezioni (27%). I maschi tendono a nascondere tali problematiche in ambito familiare per motivi di pudore e di vergogna ( è difficile parlarne con i propri genitori ), e tantomeno ne parlano con il Medico curante e/o con gli amici per il timore di essere scherniti e umiliati. La maggior parte quindi tende a chiudersi in se stesso, a non confidare niente a nessuno per il timore di essere l’unico a soffrire di tali problematiche oppure perché domina la convinzione di essere affetti da una grave patologia. Il pericolo è che, sempre più spesso, si tende a risolvere i propri problemi con il “fai da te” o con il “ sentito dire” per cui si acquistano farmaci da Internet esponendosi non soltanto al rischio di insuccessi ulteriori che alimentano ancora di più le ansie da prestazione ed i dubbi già esistenti, ma anche al pericolo di incorrere in effetti collaterali, a volte gravi. In un numero sempre maggiori di casi poi si ricorre addirittura all’uso di alcol, che spesso viene assunto in associazione di droghe, nella speranza di risolvere i propri problemi o addirittura di offrire super prestazioni sessuali, senza minimamente considerare la minaccia di gravissime conseguenze che possono condurre anche alla morte.

LETTURE CONSIGLIATE:
Foucault M. (1976): La Volontà di sapere, Feltrinelli, Milano, 1999.
Foucault M. (1977): Il gioco, in “millepiani”, 2, pp.25-51
Foucault M. (2005): Della natura umana. In: Chomsky N., Foucault M. (a cura di): Della natura umana. Invariante biologico e potere politico, DeriveApprodi, Roma.

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