EIACULATIO PRECOX

Stabilire da subito un rapporto confortevole, cordiale è il presupposto per creare la giusta empatia indispensabile per un’accurata diagnosi ed un trattamento efficace.

Negli anni sessanta assistiamo ad un cambiamento radicale del nostro modo di pensare, di concepire la vita e soprattutto di riconsiderare, in maniera del tutto uova ed inconsueta, la nostra vita sessuale. Senza ombra di dubbio tutto questo è senz’altro dovuto al dilagare di un movimento europeo, veramente trasgressivo, che ha cambiato la nostra società non solo dal punto di vista politico e sociale, ma anche e soprattutto dal punto di vista del costume in materia sessuale:  il femminismo.
Questo nasce dalla presa di coscienza di una asimmetria, di una disuguaglianza tra i sessi a livello sociale e politico.
I movimenti di liberazione rivendicano un nuovo uso del corpo, personale (io sono mia), che riesca a distruggere  la dicotomia donna-oggetto passivo di fronte al desiderio-attivo dell’uomo. La donna prende piena coscienza di essere parte integrante e fondamentale della vita quotidiana ed anche di quella notturna, è in grado di esprimere ormai la sua opinione anche in tema di soddisfazione sessuale. Ecco dunque cos’è una femminista: un essere umano di sesso femminile, dotato di intelletto.  In realtà un uomo che teme il femminismo è un uomo debole, impaurito, insicuro del proprio ruolo-stereotipo ben costruito dalla società e portato avanti dalla famiglia fin da quando era in fasce.
In quel periodo caddero anche definitivamente i tabù relativi all’ignoranza in tema di sessualità tanto che cominciarono a dilagare nelle sale cinematografiche film-documentario, a scopo divulgativo scientifico, su varie tematiche di carattere sessuale: pubertà, prime esperienze sessuali, rapporto sessuale, concepimento,nascita (addirittura si poteva assistere al cinema ad un parto in diretta).
Insomma il cinema suppliva in questo caso  ad una carenza didattica, svolgeva cioè una lezione di educazione sessuale, mostrando ciò che a scuola ancora non si insegnava o quel che le madri non osavano ancora spiegare alle figlie.

Oggigiorno, in pieno ventunesimo secolo, troviamo ancora serie difficoltà a parlare di sesso con i nostri figli e facciamo ancora del tutto per creare grossi problemi a coloro che, nell’ambiente scolastico, vorrebbero finalmente farlo al nostro posto. Dobbiamo comunque convincerci  che il sesso non è un problema di stile di vita, è una questione di qualità della vita, e che  vi è una profonda differenza tra queste due affermazioni.
Nella misura in cui il sesso è un aspetto significativo della vita e della salute, e nella misura in cui l’obiettivo deve essere quello di ripristinare la qualità della vita che è compromessa.
La sessualità è parte di quel mandato di servizio clinico ed il benessere sessuale è un aspetto fondamentale che permette di condurre una vita migliore.
Questo significa che ogni tipo di disfunzione sessuale merita un riconoscimento adeguato come patologia e soprattutto merita una diagnosi appropriata in quanto spesso potrebbe essere una spia di una patologia nascosta molto importante!

È pertanto fondamentale che, nel momento in cui un Paziente chiede l’aiuto del medico in materia di disfunzione sessuale, si instauri una comunicazione pacata e serena mirata a trasmettere informazioni di anatomia e fisiologia,  notizie riguardanti le patologie dei genitali, modalità di prevenzione e di terapia, rassicurazioni a proposito di falsi preconcetti ed aspettative, abbattimento dei pregiudizi derivanti dalla disinformazione, da tabù generazionali e da errate  concezioni educative.

Il mezzo comunicazione diventa così un’arma efficace per  rassicurare, tranquillizzare, incoraggiare ed anche fidelizzare la coppia nei confronti dei consigli terapeutici che verranno impartiti.  La comunicazione insomma con la sua azione confortante  è parte integrante della terapia e, spesso da sola, migliora l’espressione sessuale.
Da questo contesto prendono poi origine discipline come  la moderna andrologia e la  psicosessuologia  che prestano particolare attenzione a come poter condurre un’ adeguata ed approfondita comunicazione con coloro che ci chiedono  aiuto per disfunzioni di tipo sessuale e che soprattutto vogliono, prendersi carico a tutto tondo di coloro che chiedono aiuto per problematiche di carattere sessuale.
Non dobbiamo mai dimenticare che la sfera sessuale e, in particolare, le disfunzioni sessuali sia maschili che femminili incidono negativamente su ogni manifestazione quotidiana della vita (lavorativa, relazionale sia familiare , sociale ed emotiva) e che pertanto  contribuiscono  a rendere ancor più difficile e problematica l’intera esistenza umana.

Una delle problematiche sessuali maschili che necessitano assolutamente del supporto della comunicazione prima e del counseling psicosessuologico successivamente, è proprio l’EIACULAZIONE PRECOCE, in quanto consiste in un disperato ed affannoso tentativo di raggiungere il perfetto equilibrio  tra  le sensazioni derivanti dal rapporto sessuale e  lo stimolo eiaculatorio che risulta costantemente ingestibile.
Il counseling sessuologico è fondamentale non solo per la coppia che ha intrapreso il percorso terapeutico dell’eiaculazione precoce, ma anche per tutti coloro che hanno richiesto l’aiuto dell’Andrologo per qualsiasi altro tipo di problematica sessuologica.
Esso deve accompagnare ogni momento del percorso, dalla prima visita fino al termine della terapia stessa e deve dare al Paziente e/o alla Coppia la certezza e la sensazione di essere sempre tutelati e confortati in qualsiasi istante abbiano necessità di risolvere dubbi e perplessità.
Ecco il motivo per cui la comunicazione prevede un percorso, mai rigido e schematico, attraverso quattro ambiti di intervento, che pertanto potranno essere distinti e/o  integrati tra loro a seconda della diverse dinamiche  del percorso soprattutto in base alle varie necessità d’aiuto:

  1. Informativo
  2. Diagnostico
  3. Supportivo
  4. Educativo

L’ambito informativo descrive la consulenza sessuale come espressione del superamento dell’ignoranza delle restrizioni in tema di sessualità.
Nella diagnostica l’aspetto consulenziale è strettamente di tipo funzionale e quindi direttamente finalizzato a fare la diagnosi e la terapia.
L’intervento di tipo supportivo rappresenta a pieno il significato intrinseco della consulenza sessuale: nel senso confortare, aiutare e rassicurare.
L’ultimo momento quello educativo, che non deve mai prescindere anche dall’educazione alla prevenzione, è fondamentale in quanto permette di ripristinare la sintonia ideale tra il corpo e la mente. I

n nessun altro tipo di disfunzione sessuale, come in quelle riguardanti i problemi dell’eiaculazione, è così importante la motivazione della coppia a perseguire l’obiettivo della guarigione,  il risultato  positivo sarà infatti raggiunto solo quando insieme alla terapia si avrà il perfetto connubio con la perseveranza e la fiducia.

Soprattutto la fase iniziale della comunicazione , il momento della conoscenza insomma, che io forse impropriamente ho chiamato “INTERVISTA” è molto delicato e particolare, in quanto avviene nei momenti preliminari dell’incontro e serve a conoscere il tipo di persona che richiede la consulenza.
In realtà si tratta di una fase di studio utile ad entrambi gli interlocutori:
1) All’Andrologo che durante il colloquio cerca di comprendere il tipo di Paziente che ha di fronte, le sue esigenze e le sue aspettative (il Medico potrà infatti rendersi conto dello stato psicologico, del livello culturale e del disagio del proprio Paziente). Tutto questo è particolarmente importante nel caso dell’eiaculazione precoce che, soprattutto dal punto di vista terapeutico, necessita di una assoluta ed incondizionata determinazione/motivazione  nell’esecuzione delle“mansioni sessuali” e nell’uso della terapia medica.
2) Al Paziente per avere la sicurezza di non aver sbagliato la scelta del professionista e di raggiungere l’assoluta certezza delle competenze del medico (la maggior parte dei Pazienti giungono alla visita dopo essersi informata attraverso Internet o altri mezzi di comunicazione e quindi è perfettamente in grado di giudicare le conoscenze/competenze dell’Andrologo), ma anche l’apertura al dialogo,cordialità e l’affabilità.

È in questa fase, e soprattutto nei primi 5 minuti, che si otterrà o meno la stima e la fiducia incondizionata, se saremo in grado di dimostrare tutta la nostra professionalità, predisposizione a farsi carico delle problematiche esposte e soprattutto riusciremo a mettere a proprio agio il Paziente nell’esporre tematiche così personali.
Bisogna sempre avere in mente che il Paziente si è più o meno informato ed  ha ben presente l’elevato rischio di poter collezionare l’ennesimo insuccesso! Stabilire da subito un rapporto confortevole, cordiale è il presupposto per creare la giusta empatia indispensabile per un’accurata diagnosi ed un trattamento efficace.
Il problema della disfunzione sessuale deve essere sempre considerato non soltanto circoscritto al Paziente, ma anche nel contesto della coppia e del background familiare. Sin dall’inizio dell’intervista il medico si informerà sulle origini del Paziente, sulla sua educazione, sul lavoro, sullo stile di vita, sulle speranze e sulle paure nel tentativo di instaurare un rapporto amichevole.

Ambito Informativo

Sin dall’inizio è assolutamente necessario poter capire cosa si intenda per“precocità eiaculatoria“, questo proprio affinchè la comunicazione avvenga usando concetti e parole che abbiamo per tutti lo stesso significato. Nel 2004 la seconda  Consulta Internazionale sulle disfunzioni sessuale ed erettile ha emanato la seguente definizione di“EIACULAZIONE PRECOCE” ejaculation with minimal stimulation and earlier than desired, before or soon after penetration, which causes bother or distress, and over which the sufferer has little or no voluntary control. (Eiaculazione con la minima stimolazione e comunque prima di quanto desiderato, prima o subito dopo la penetrazione, che causi fastidio o disagio e sulla quale il Paziente non abbia il minimo o addirittura nullo controllo volontario). È importante sottolineare, a questo proposito, che si tratta di una incapacità a controllare volontariamente lo stimolo eiaculatorio. In Generale si quantifica il tempo dell’avvento dello stimolo all’eiaculazione prima o entro 1-2 minuti dalla penetrazione, quando addirittura non si manifesti  ancora prima della penetrazione stessa.  Si stima che l’Eiaculazione precoce si manifesti con una frequenza che va dal 20  al 30%, in realtà si tratterebbe di una sottostima in quanto crediamo che siano molte le persone che convivono con tale sintomo per  vergogna. A tal proposito  sarà utile dare una definizione precisa del disturbo, definire se si tratta di una forma primitiva o secondaria (spiegando la differenza , dal punto di vista etiologico di entrambe queste due forme),  capire se si conoscono, a grandi linee, la fisiologia del rapporto sessuale (illustrare, con termini comprensibili, il meccanismo ormonale che regola le varie fasi del rapporto sessuale stesso), dell’eiaculazione  (capita spesso che la maggior parte di coloro che si documentano su internet, su riviste di salute o attraverso trasmissioni radio e/o televisive  possano fraintendere o comprendere male alcuni messaggi e nozioni), se esista il pericolo di false aspettative, di dubbi non risolti, di timori infondati o paure eccessive sulle proprie performances sessuali che, a volte, possono causare bassi livelli di autostima (almeno a livello sessuale. Tutto questo prevede anche un’accurata anamnesi, unico mezzo imprescindibile per poter raggiungere una corretta diagnosi.

Ambito Diagnostico

Ci sono molti motive per i quali è assolutamente necessario formulare una diagnosi corretta:

  1. Differenziare l’eiaculazione precoce da qualsiasi altra disfunzione sessuale che colpisca uno dei due Partners (per esempio uomini che  presentino una DE, incidenza in circa il 30 %, non si rendono conto che involontariamente accelerano l’eiaculazione per raggiungere l’orgasmo prima della perdita dell’erezione o donne che abbiano problemi di desiderio, di eccitamento, di lubrificazione o di orgasmo).
  2. Bisogna inoltre capire il grado di controllo volontario da parte del Paziente sullo stimolo eiaculatorio.
    (Intra – Questo è possibile capirlo facendo domande a proposito dello IELT (Intravaginal Ejaculatory Latency Time), magari il Paziente non sarà molto preciso ma sicuramente ci darà indicazioni utili comunque).
  3. È importante inoltre far capire che c’è un legame diretto tra funzione sessuale, salute generale e qualità della vita. (soprattutto comprendere che l’eiaculazione precoce può avere un impatto importante sulla qualità sessuale e in generale sulla qualità della vita sia del Paziente che della propria Partner). Raccogliere una minuziosa ed accurata anamnesi patologica sia sessuale che psicosociale aiuta ad identificare meglio l’etiologia dell’eiaculazione precoce e permette di stabilire un efficace regime di trattamento terapeutico. (per esempio è fondamentale capire quale livello di stress viene vissuto da entrambi i Partners.
    Dal punto di vista psicosociale è importante sapere se durante l’infanzia ci siano stati degli episodi di abuso sessuale, di iniziali esperienze sessuali vissute come insuccesso o addirittura sgradevoli, in quanto in questo caso c’è la necessità di un percorso psicoterapeutico collaterale.
  4. Valutare l’eventuale coesistenza di patologie  come il diabete, altre neuropatie, Ipertiroidismo.
  5. Sospensione di terapie farmacologiche (Antidepressivi, Raboxetina, Citolapram), Astensione o abuso di sostanze (cessazione dell’uso di oppiacei).

Ambito Supportivo

Il Paziente affetto da eiaculazione precoce non deve assolutamente sentirsi una “MOSCA BIANCA”, ciò va sottolineato con fermezza in quanto il falso concetto di essere “l’unico o uno dei pochi” a presentare il problema è causa di vergogna a manifestarlo anche allo Specialista, di comparsa di altre disfunzioni sessuali associate e soprattutto gioca un ruolo altamente deleterio sul senso di autostima (generale ed in particolare sessuale). Ribadisco noi pensiamo che circa il 30% degli uomini soffra di eiaculazione precoce, ma in realtà questa stima viene fatta sulla scorta dei Pazienti che richiedono la consulenza.

Siamo inoltre certi che la maggior parte di coloro che presentano tale tipo di problema non si espongono per una serie di motivi che vanno da quello economico, a quello della vergogna, del timore di diagnosi infauste, oppure perché hanno comunque deciso di convivere con il loro problema.
Ma la convivenza con questa disfunzione significa  non soltanto disconoscere i riflessi negativi che ha sulla propria autostima, anche sulla Partner femminile e sulla coppia e significa anche ma anche accettare il rischio di una frattura, spesso irreparabile, nella relazione di coppia.
Il Paziente deve inoltre sapere che tale disturbo interferisce negativamente sulla qualità della vita e sul senso della propria inadeguatezza sessuale: 50% dichiara che l’Eiaculazione Precoce causa perdita della fiducia nella propria competenza erotica e ben il 26% ritiene che l’essere troppo “veloce” crei una crisi più profonda, che ferisce autostima e fiducia anche fuori dal letto, nel lavoro e nella vita (Montorsi et al, 2004).

Impatto  sull’uomo:
Se si fa un confronto tra coloro che sono affetti da eiaculazione precoce e coloro che non la presentano, possiamo notare che i primi lamenteranno un peggior controllo“dell’eiaculazione, una scarsa soddisfazione sessuale, un elevato stress con difficoltà interpersonali e sessuali.
Impatto  sulla donna:
oltre a presentare lo stesso tipo di problematiche relative alla riduzione della soddisfazione ed all’aumento dello stress e delle difficoltà interpersonali, nella Partner femminile di coloro che sono affetti da eiaculazione precoce è possibile anche osservare la presenza di alcune importanti disfunzioni sessuali come: alterazione del desiderio, dell’eccitazione, della lubrificazione e dell’orgasmo (40,3% dice di aver perso il desiderio sessuale, 55,2% difficoltà di eccitazione, 51,9% difficoltà a raggiungere l’orgasmo).

L’orgasmo determina una massiccia attivazione cerebrale in cui il piacere fisico e mentale si associa ad aumento dell’ossitocina, che dà appagamento e benessere; delle endorfine, che sono le nostre molecole della gioia; della serotonina, che migliora l’umore, e della dopamina, che aumenta energia vitale, assertività e voglia di vivere. La mancanza ripetuta dell’orgasmo priva, quindi, la donna non solo del piacere ma anche di tutto il benessere fisico e psichico ad esso associato. Ecco perché la frustrazione intima ripetuta (“mi sento proprio derubata del mio piacere!”) causa collera, aggressività, irritabilità, conflitti ed evitamento dell’intimità (Graziottin e Althof, 2011).Impatto sulla coppia:In entrambi i componenti la coppia il problema centrale dell’Eiaculazione precoce è fondamentalmente quello della carenza del controllo dello stimolo eiaculatorio, da cui deriva l’insoddisfazione, la sensazione che manchi qualcosa nel rapporto e l’interruzione  del senso di intimità che molto spesso è dovuta proprio al fatto che entrambi sono eccessivamente attenti  a controllare e cercare di ottenere l’allungamento del tempo di eiaculazione. Dopo l’eiaculazione infatti l’uomo prova senso di disagio, vergogna, imbarazzo, mentre la donna è frustrata, delusa ed arrabbiata, sono questi i sentimenti che inducono al silenzio, alla divisione. È la donna, in generale, quella che tende a reagire, in maniera anche drastica alla situazione, spesso dopo una prima fase in cui subisce senza tentare neanche di ribellarsi per paura di ferire  la sensibilità del Partner o addirittura di aumentarne il senso di inadeguatezza. In molti casi si cerca di convivere con il problema o di trovare alcune soluzioni alternative in grado di migliorare la soddisfazione della coppia nei limiti del possibile, poi però la Partner si rende conto che l’inadeguatezza aumenta, l’ansia e frustrazione peggiorano in entrambi e minano anche la relazione di coppia, per cui appare irritata soprattutto dal comportamento remissivo e rassegnato di  Lui che si sente ormai il responsabile assoluto del fallimento della relazione della coppia. Il Partner maschile fortemente frustrato, avvilito e deluso, crede di essere l’unico al mondo a soffrire di questo problema, si vergogna di chiedere consiglio ad amici e/o parenti e soprattutto di consultare un medico  a cui dover raccontare tutti i suoi fallimenti. L’unica ancora di salvezza è sicuramente la rete internet, tra l’altro discreta, anonima ed asettica, ma purtroppo anche questo tipo di aiuto si rivela fallimentare vuoi perché la consultazione di siti sbagliati offre informazioni spesso distorte e tendenziose, vuoi perché a volte queste possono essere comprese male o interpretate in modo inesatto.

Ambito Educativo

È in questo contesto che la Partner femminile ormai esausta obbliga il Partner a consultare lo specialista  nel tentativo di poter provare una terapia, in quanto l’eiaculazione precoce non deve essere considerata come un disagio esclusivo del maschio ma della coppia che diventa“asincrona” poiché vengono a mancare alcuni elementi fondamentali che rendono il rapporto sessuale armonico ed in perfetta sintonia. Si tratta insomma di ristabilire un’armonia di coppia che preveda il riappropriarsi di tempi giusti che rendano accettabile il controllo eiaculatorio e soddisfacente il rapporto sessuale, che concedano la giusta intimità di coppia facciano ritrovare quel godimento del piacere sessuale che sembrerebbe essere irrimediabilmente perduto.  Questo deve essere l’obiettivo principale di una buona terapia di coppia che si baserà su un’orchestrazione perfetta tra comunicazione sessuale, terapia farmacologica e terapia sessuologica. In questo caso la comunicazione fornirà  informazioni utili  sulle diverse  possibilità terapeutiche attuali (tipo di farmaci, facilità di assunzione, efficacia e tollerabilità, tempi necessari per il risultato), sulle probabilità di risoluzione definitiva o meno della problematica, sulla  necessità della motivazione della la coppia ad intraprendere il percorso delle mansioni sessuali. Differenti sono infatti i tempi dei risultati terapeutici, quelli cioè conseguenti all’uso dei farmaci, si possono osservare addirittura a distanza di qualche giorno, mentre per gli effetti risolutivi veri e propri potrebbe essere necessario anche molto tempo, perfino mesi o anni.

In generale la terapia dell’eiaculazione precoce dipende direttamente dalla diagnosi: Eiaculazione precoce primitiva o secondaria e dalla presenza o meno di un deficit erettile concomitante, ma sempre e comunque è preceduta/associata ad un counseling in cui si preveda l’informazione accurata sulla terapia comportamentale: Stop-start, Stop/squeeze, Focalizzazione sensoriale che tendono a far crescere l’autostima ed il controllo dello stimolo eiaculatorio.
Dal punto di vista farmacologico: nella forma primitiva si prevede l’uso di SSRI (Sertralina, Paroxetina, Fluoxetina, Citolapram, DAPOXETINA) , Antidepressivi Triciclici o Anestetici Locali (Lidocaina, Prilocaina), PDE5 Inibitori, Tramadolo, Alfa-Litici (Alfuzosina, Doxazosina, Silodosina, Tamsulosina)  o combinazioni tra: PDE5 Inibitori + SSRI oppure  PDE5 Inibitori + Anestetici locali.Nella forma secondaria  sarà data la precedenza all’uso di farmaci che tendano a risolvere o migliorare, prima possibile, la patologia responsabile dell’eiaculazione precoce.La terapia che si basa sulla combinazione di due farmaci presenta sicuramente una maggiore efficacia rispetto a un singolo farmaco ed è comunque  indicata  solo nei soggetti che presentano un’eiaculazione precoce associata a deficit erettile. In questo caso è evidente che viene sfruttato anche l’effetto collaterale dell’Inibitore delle PDE5 che consiste in un ulteriore allungamento del tempo di eiaculazione.A proposito della terapia farmacologica un’autentica rivoluzione è caratterizzata da due farmaci in particolare: la DAPOXETINA (Inibitore selettivo della ricaptazione della Serotonina) e gli inibitori delle PDE5 (Sildenafil, Tadalafil, Vardenafil, Avanafil) che come effetto collaterale presentano l’allungamento del tempo di eiaculazione.
Va segnalato inoltre che  l’uscita in commercio anche in Europa dell’AVANAFIL  ci dota di una ulteriore arma che può essere usata come altra scelta terapeutica per poter soddisfare le esigenze della coppia. La DAPOXETINA inoltre, pur appartenendo anch’essa al gruppo degli inbitori del reuptake della serotonina  ha la particolarità fondamentale di entrare in azione in brevissimo tempo e pertanto può essere usato come farmaco on demand. È inoltre anche la prima molecole che nasce con l’indicazione specifica per il trattamento dell’eiaculazione precoce.
Con l’uso della Dapoxetina si è osservato un netto miglioramento dello IELT, del controllo dell’eiaculazione, del personal distress, della soddisfazione di coppia  e delle difficoltà di relazione. Compito precipuo del Medico counselor è soprattutto quello di convincere la coppia che la terapia ha l’obiettivo di raggiungere risultati che vanno oltre il semplice aumento dello IELT e che includono: la diminuzione dell’ansia del maschio durante la performances sessuale,il controllo dello stimolo eiaculatorio,  l’aumento dell’autostima, incremento della comunicazione con la propria Partner e la risoluzione dei problemi interpersonali. Dovere del Medico counselor è anche quello di informare la coppia che esistono anche tecniche terapeutiche che possono essere associate alla terapia farmacologica: Riabilitazione del pavimento pelvico, mansioni sessuali ecc.  Le prime hanno l’obiettivo primario di migliorare la centralità ed il tono della muscolatura del pavimento pelvico (kinesiterapia, biofeedback, elettrostimolazione funzionale del pavimento pelvico) al fine di garantire la continenza urinaria e fecale, migliorare la performances sessuali e la sensazione orgasmica, prevenire il prolasso genitale. Le seconde quello di  distogliere l’attenzione dall’evento erettile ed orgasmico (distrazione dallo SPECTATORING) spostando l’attenzione della coppia sulle sensazioni erotiche piacevoli che si suscitano e che si percepiscono.

Conclusioni

Aiutare la coppia a ritrovare piacere nell’intimita’ significa  migliorare la loro relazione, evitare conflitti, proteggere la loro unione scongiurare gravi disagi di relazione  sia familiare che sociale.
È fondamentale pertanto che sia la terapia farmacologica che  il counseling psicosessuologico siano sempre associate  e contribuiscano a confezionare su misura“in base alle esigenze del Paziente e della coppia” adeguate strategie terapeutiche.
Il counseling pscosessuologico (comportamentale, cognitivo ed affettivo)  infatti aiuta la coppia a risolvere problemi sessuali, come ad esempio l’eiaculazione precoce, ed a migliorare  la relazione sessuale di coppia, mentre la terapia farmacologica associata aumenta  gli effetti positivi di quella psicosessuale e soprattutto permette di  raggiungere risultati ottimi anche a lungo termine!